Riforme Governo Conte

Pace fiscale: ipotesi voluntary disclosures su contante e cassette di sicurezza

Tra i capitoli in discussione per la Legge di bilancio 2019, rispunta l'ipotesi di aprire una voluntary diclosure sul contante e sulle cassette di sicurezza detenute all'estero. Il Governo Conte ristudia così anche questa possibilità, dopo che lo scorso anno anche il Governo Gentiloni ne aveva valutato la fattibilità nel collegato fiscale alla Stabilità prima e nella Legge di bilancio poi. Stando alle ultime stime infatti, la "base imponibil" sfuggita al Fisco per contanti e cassette di sicurezza si aggirerebbe sui 200 miliardi di euro.

Lo scopo del Governo Giallo verde è reperire i fondi necessari per effettuare la riforma fiscale annunciata più volte negli ultimi mesi. Infatti le precedenti edizioni del rientro dei capitali, sono state molto positive per le casse erariali, raggiungendo più di 5 miliardi di euro tra imposte e sanzioni. 

In particolare, come anticipato sul Sole 24 ore, l'ipotesi allo studio del Governo è quella di consentire il rientro dei capitali in contanti o custoditi nelle cassette di sicurezza dagli italiani con il versamento di una cedolare che la Lega ipotizza al 15 o al massimo al 20% allineandola così alla flat tax. Come nelle precedenti versioni viene concesso uno sconto sulle sanzioni penali e amministrative:

  • dopo il pagamento delle imposte dovute sui capitali sottratti a tassazione in Italia e detenuti illegalmente 
  • solo se l'eccedenza viene reinvestita obbligatoriamente secondo le indicazioni del Governo.

Per quanto rigurarda quindi la proposta della Lega: chi vuole regolarizzare il contante detenuto all’estero o nelle cassette di sicurezza potrà versare un’imposta forfettaria del 15 o al massimo del 20% e l’eccedenza fatta emergere o fatta rientrare in Italia dovrà essere obbligatoriamente investita in Piani individuali di risparmio di medio e lungo periodo (Pir). 

Il precedente Governo Gentiloni aveva invece fatto i calcoli basandosi su un'imposta fissa al 35% e il reinvestimento obbligatorio dell'eccedenza in titoli di stato o bond.