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Nuove FAQ: retromarcia sulla cassa integrazione?

In data 28 aprile 2020, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato sul proprio portale istituzionale un ulteriore gruppo di FAQ in merito alle nuove misure economiche assunte dal Governo per contrastare l’emergenza COVID-19.
Molte le specificazioni fornite in materia di lavoro . Da segnalare in particolare un chiarimento in materia di cassa integrazione  per cui :
i lavoratori assunti dopo il 23 febbraio 2020 (data di pubblicazione del DL n. 6/2020), ma anteriormente al 5 marzo 2020 (data di conversione del decreto), non hanno, in base alle disposizioni vigenti, diritto ad accedere alla Cassa integrazione.

La precisazione contraddice quanto previsto nel messaggio INPS  n. 1607  del 14 aprile  in cui  l'istituto illustrava  le modifiche introdotte dall’articolo 41 del decreto-legge n. 23/2020,  che garantisce  alla Cassa integrazione COVID 19 Nazionale anche i lavoratori  assunti dal 24 febbraio 2020 al 17 marzo 2020,  sempre per una durata complessiva non superiore a 9 settimane. 

Ora, per  l'entrata in vigore sovrapposta dei diversi provvedimenti risulterebbero compresi solo i lavoratori assunti dopo il 5 marzo 2020.

Da segnalare ancora che con un avviso del 30 aprile il ministero del Lavoro  ha rivisto la posizione  sulle domande di cig in deroga per le aziende plurilocalizzate e, a seguito della conversione in legge del decreto 18/2020,  possono essere presentate  con una istanza unica  anche con riferimento alle unità produttive situate nella zona gialla, ossia nelle Regioni Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.   Un avviso del  23 aprile, aveva invece  affermato che la possibilità di presentare le domande in modo accentrato riguardava solo il periodo di 9 settimane introdotto dal Dl 18/2020. Lo stesso avviso affermava che per quanto riguardava le ulteriori 4 settimane previste dal Dl 9/2020, le aziende avrebbero dovuto presentare le domande alle Regioni interessate.