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Nuova legge sul cinema: previste diverse tipologie di credito d’imposta

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la nuova legge sul cinema (legge 220/2016) che, come ha dichiarato il ministro dei beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, si tratta di una riforma attesa da oltre cinquant’anni e ben preparata nei lavori della commissione Cultura al Senato che prevede la creazione di un fondo completamente autonomo per il sostegno dell’industria cinematografica e audiovisiva e pone fine alla discrezionalità. Grazie a questa legge saranno disponibili risorse certe per 400 milioni di euro all’anno, oltre il 60% in più rispetto ai fondi attuali, e verranno introdotti strumenti automatici di finanziamento con forti incentivi per i giovani autori e per chi investe in nuove sale e a salvaguardia dei cinema. Si interviene così in modo sistemico sulla disciplina del settore del cinema e della produzione audiovisiva, riconoscendo il ruolo strategico dell’industria cinematografica come veicolo formidabile di formazione culturale e di promozione del Paese all’estero.

In merito agli incentivi fiscali previsti dalla legge, vi il potenziamento del credito di imposta, attraverso il rafforzamento dei 6 TAX CREDIT per incentivare la produzione e la distribuzione cinematografica ed audiovisiva e per favorire l’attrazione di investimenti esteri nel settore cinematografico e audiovisivo:

  1. Credito d'imposta per le imprese di produzione
    Alle imprese di produzione cinematografica e audiovisiva è riconosciuto un credito d'imposta, in misura non inferiore al 15% e non superiore al 30% del costo complessivo di produzione di opere cinematografiche e audiovisive.
     
  2. Credito d'imposta per le imprese di distribuzione
    Alle imprese di distribuzione cinematografica e audiovisiva e' riconosciuto un credito d'imposta, in misura non inferiore al 15% e non superiore al 30%, elevata al 40% nei casi previsti nel presente articolo, delle spese complessivamente sostenute per la distribuzione nazionale e internazionale di opere cinematografiche e audiovisive. Il credito di imposta in esame è riconosciuto, altresì, per le spese complessive di distribuzione di opere realizzate in lingua diversa da quella italiana, purché appartenente a una minoranza linguistica riconosciuta, sostenute nei territori delle regioni ove risiedono le stesse minoranze.
     
  3. Credito d'imposta per le imprese dell'esercizio cinematografico, per le industrie tecniche e di post-produzione
    Alle imprese di esercizio cinematografico è riconosciuto un credito d'imposta, in misura non inferiore al 20% e non superiore al 40% delle spese complessivamente sostenute per la realizzazione di nuove sale o il ripristino di sale inattive, per la ristrutturazione e l'adeguamento strutturale e tecnologico delle sale cinematografiche, per l'installazione, la ristrutturazione, il rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi accessori delle sale.
    Alle industrie tecniche e di post-produzione, ivi inclusi i laboratori di restauro, è riconosciuto un credito d'imposta, in misura non inferiore al 20 per cento e non superiore al 30 per cento delle spese sostenute per l'adeguamento tecnologico e strutturale del settore.
     
  4. Credito d'imposta per il potenziamento dell'offerta cinematografica
    Al fine di potenziare l'offerta cinematografica e in particolare di potenziare la presenza in sala cinematografica di opere audiovisive italiane ed europee, agli esercenti sale cinematografiche è riconosciuto un credito d'imposta commisurato ad un'aliquota massima del 20% sugli introiti derivanti dalla programmazione di opere audiovisive, con particolare riferimento alle opere italiane ed europee, anche con caratteristiche di documentario, effettuata nelle rispettive sale cinematografiche, con modalità adeguate a incrementare la fruizione da parte del pubblico.
     
  5. Credito d'imposta per l'attrazione in Italia di investimenti cinematografici e audiovisivi
    Alle imprese italiane di produzione esecutiva e di post-produzione e' riconosciuto un credito d'imposta, in relazione a opere cinematografiche e audiovisive o a parti di esse realizzate sul territorio nazionale, utilizzando manodopera italiana, su commissione di produzioni estere, in misura non inferiore al 25 per cento e non superiore al 30 per cento della spesa sostenuta nel territorio nazionale.
     
  6. Credito d'imposta per le imprese non appartenenti al settore cinematografico e audiovisivo
    A favore dei soggetti passivi Ires e dei titolari di reddito di impresa ai fini Irpef, non appartenenti al settore cinematografico e audiovisivo, associati in partecipazione, è riconosciuto un credito d'imposta nella misura massima del 30% dell'apporto in denaro effettuato per la produzione e distribuzione in Italia e all'estero di opere cinematografiche e audiovisive.