La fattura dell’avvocato si deduce alla chiusura del giudizio

La competenza per le spese legali si verifica al momento in cui la prestazione è condotta a termine, cioè quando viene emessa la sentenza che rende il giudizio definitivo o quando si esaurisce l’incarico professionale: solo in questo momento la spesa diventa deducibile.

E’ quando afferma una recente sentenza della Cassazione la n. 16969 dell’11 agosto 2016.

Nella controversia oggetto della sentenza una società aveva dedotto le spese legali in un esercizio in cui la causa era ancora in corso. L’Agenzia aveva contestato la competenza ed ordinato il recupero dell’imposta.

Il contribuente si oppone e nel primo e secondo grado i giudici gli danno ragione affermando che all’avvocato spetta il compenso indipendentemente dall’esito della causa.

L’Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione sostenendo che cosi’ viene violato il principio della competenza.

La Cassazione accoglie il ricorso stabilendo il principio di diritto  che la spesa dell'avvocato si considera sostenuta quando la prestazione è condotta a termine per effetto dell’esaurimento o della cessazione dell’incarico professionale.

Pertanto se la controversia è ancora incorso il pagamento della fattura all’avvocato non puo’ essere portato in detrazione.