Rubrica del lavoro

Esonero contributivo 2021 alternativo a Cig al via

 L'INPS, con il Messaggio n. 197 del 14 gennaio 2022, comunica  finalmente l'approvazione della Commissione europea sulla agevolazione che prevede l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali per i datori di lavoro che non abbiano richiesto trattamenti di integrazione salariale(articolo 1, commi 306-308, della Legge n. 178/2020  – Legge di Bilancio 2021)

Vengono quindi chiarite le  indicazioni operative per la richiesta dell'esonero e per la corretta esposizione dello sgravio  nelle denunce contributive Uniemens .

Il messaggio si soffferma inoltre in particolare sulla possibiità di rinunciare  allo gravio previsto dal Decreto Ristori anche in minima parte per fruire dell' esonero 2021 . Vediamo con ordine 

Ricordiamo che le prime istruzioni erano state fornite quasi un anno fa nella circolare   INPS  n. 30/2021 del 19.2.2021. 

Esonero contributivo legge 178 2020 alternativo a CIG

L'agevolazione era già stata prevista nel 2020 dai precedenti decreti emergenziali ed è stata prorogata anche dalla legge di bilancio 2021   ma la fruizione effettiva  era bloccata in attesa della autorizzazione della  Commissione europea. giunta lo scorso 8 dicembre.

Ricordiamo le condizioni per l'accesso alla agevolazione  contributiva e le caratteristiche:

  • aver utilizzato gli ammortizzatore sociali  con causale COVID 19 in maggio e/o giugno 2020 ( non necessariamente per gli stessi lavoratori perche fa fede la matricola del datore di lavoro )
  • rinunciare alla fruizione delle  settimane di cassa 2021  introdotte dalla legge 178/2020.
  •  l'importo agevolato  corrisponde  alla contribuzione a carico del datore di lavoro  in relazione alle  ore di integrazione salariale fruite anche parzialmente nel mese di maggio/ giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL.
  • Il periodo massimo fruibile è di 8 settimane (anche se il credito contributivo risultante fosse superiore)
  • nelle ipotesi di cessione di ramo di azienda, il diritto alla fruizione dell’esonero in trattazione permane in capo al datore di lavoro cedente, senza alcun trasferimento in capo al cessionario.
  • presso il medesimo datore di lavoro, si può fruire per alcune unità produttive dell’esonero e per altre unità produttive dei nuovi trattamenti di integrazione salariale.
  • Non hanno accesso all'agevolazione le società finanziarie e le imprese agricole

Ora  dato l'allungarsi dei tempi e l'utilizzo per moltissimi datori di lavoro già effettuato l'istituto specifica nel messaggio 197 2022  che  è ancora possibile restituire lo sgravio contributivo del DL 137 2020 relativo anche a un solo lavoratore per avere accesso interamente all'esonero della legge 178 2020.

Istruzioni per la domanda di esonero 

I datori di lavoro, dovranno inoltrare all’INPS, tramite la funzionalità “Contatti” del “Cassetto previdenziale” alla voce “Assunzioni agevolate e sgravi”, selezionando “Az. beneficiaria sgravio art.1 c. 306 L.178/2020”, un’istanza per l’attribuzione del codice di autorizzazione “2Q”,  nella quale dovranno :

dichiarare di avere usufruito, nel periodo maggio e/o giugno 2020, delle specifiche tutele di integrazione salariale con causale COVID-19

dovranno indicare l’importo dell’esonero di cui intendono avvalersi. 

I datori di lavoro interessati non devono avere richiesto, per la medesima unità produttiva, i trattamenti di cassa integrazione (ordinaria o in deroga) o di assegno ordinario di cui all’articolo 1, comma 300 e seguenti, della legge n. 178/2020. 

La richiesta di attribuzione del  codice ” deve essere inoltrata prima della trasmissione della denuncia contributiva  in cui si intende esporre l’esonero.

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