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Cassa Integrazione per Covid 19 nell’ex zona Rossa: al via le domande

Con il messaggio  n. 1118 2020 del 12 marzo 2020  sono giunte le prime indicazioni INPS  per la richiesta di Cassa integrazione in deroga nelle aziende interessate dagli effetti dell'epidemia di Coronavirus situate nei  Comuni elencati all'allegato 1 del DPCM 1 marzo 2020 attuativo del decreto legge 9/2020..  Ricordiamo che si tratta di  Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D'Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia;  Terranova dei Passerini, Vo' Euganeo.

La causale da utilizzare è  “COVID-19 d. l. n. 9/2020” 

L'Istituto precisa che queste istruzioni saranno aggiornate alla luce  dei successivi DPCM dell' 8 e 9 marzo e  anche del nuovo decreto legge per fronteggiare il Coronavirus in preparazione in questi giorni.

Le domande di cassa integrazione ordinaria e di assegno ordinario per le difficolta create dal Coronavirus  possono essere presentate anche in assenza  di consultazione sindacale, come previsto dal decreto legge,  esclusivamente nei seguenti casi:

  1. per interruzione o riduzione dell’attività lavorativa  di unità produttive site nei Comuni della zona rossa;
  2. per  l’interruzione o riduzione dell’attività lavorativa  di unità collocate al di fuori di tali zone ma per  i dipendenti residenti nei Comuni della zona rossa, che non potevano spostarsi per  prestare l’attività lavorativa.

Le domande  vanno presentate come di consueto in  via telematica  alla  Sede territorialmente competente  rispetto  all’ubicazione dell’unità produttiva . Le domande possono essere presentate dal 12 marzo 2020  e fino al termine del 4° mese dopo l'inizio del periodo di interruzione  del lavoro,  accedendo ai servizi on line sul sito dell’Inps (www.inps.it)  nei Servizi OnLine accessibili per la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti”, opzione “CIG e Fondi di solidarietà”. La domanda è altresì disponibile nel portale “Servizi per le aziende ed i consulenti”.

Per la prestazione di assegno ordinario, unitamente alla domanda deve essere  presentata la dichiarazione di responsabilità (allegato alla circolare)  in sostituzione della scheda causale. Il datore di lavoro  dichiararerà, a seconda della prestazione richiesta, quanto segue:

  1. che l’unità produttiva per la quale è presentata l’istanza è attiva alla data del 23 febbraio 2020 ed è ubicata nei territori dei comuni di cui all’allegato 1 del DPCM del 1 marzo 2020 (sia in caso di domanda di CIGO che di assegno ordinario);
  2. che i lavoratori per i quali si richiede l’integrazione salariale sono in forza all’azienda alla data del 23 febbraio 2020;
  3. che il plesso, in cui si è verificato l’evento, che ha dato luogo alla richiesta di integrazione salariare, è situato nei territori dei comuni di cui all’allegato 1 del DPCM del 1 marzo 2020 (solo in caso di domanda di assegno ordinario);
  4. che i lavoratori per i quali si richiede l’integrazione salariale svolgono l’attività lavorativa nel plesso, specificato nel punto precedente (solo in caso di domanda di assegno ordinario).
  5. che i lavoratori per i quali si richiede l’integrazione salariale hanno comunicato di essere residenti/domiciliati all’interno dei comuni di cui all’allegato 1 del DPCM del 1 marzo 2020 (sia in caso di domanda di CIGO che di assegno ordinario).

In caso di verifichi il punto 5), i datori di lavoro devono acquisire e conservare presso la propria sede le dichiarazioni rilasciate dai lavoratori 

Infine, viene specificato che  le aziende  stavano già utilizzando la Cigs  per difficoltà economiche, possono optare  per la Cigo ordinaria con causale “COVID-19 – interruzione CIGS d. l. n.9/2020”.  Questa opzione è concessa solo a  coloro che grazie all’inquadramento previdenziale, oltre alla Cigs, hanno anche la tutela Cigo.